Non tutte le ciambelle…….
….riescono sempre con il buco. 
Così come avevo tessuto le lodi di una manifestazione come quella del “Festival del brodetto” che si è tenuta lo scorso week end, ecco che subito debbo in parte ricredermi su alcune questioni legate alla manifestazione.
Premetto che la fonte di tali informazioni sono state mia madre e mio padre che hanno partecipato come giurati della sfida nella serata di venerdì e che hanno come termine di paragone le loro partecipazioni nella giuria “popolare” anche nelle pasate edizioni: riassumo in punti le note stonate dell’organizzazione di quest’anno:
- costo per partecipare in giuria 30 euro contro i 20 euro della passata edizione: tale costo è stato motivato dalla selezionata e referenziata partecipazione dei migliori chef in ambito nazionale………..MORALE le scorse edizioni si faceva a fatica a finire i due piatti di brodetto dei cuochi partecipanti alla sfida, mentre quest’anno le due porzioni erano talmente misere da rasentare il ridicolo……ma si sa la qualità è ben altra cosa dalla quantità…….vallo però a spigare al tuo stomaco!
- Scenario delle sfide è stata la corte malatestiana, ambiente suggestivo, ma all’aperto e considerate le condizioni meteo di questo periodo non è certo stato divertente mangiare al freddo di un gazebo senza l’ausilio della stufa “fungo” che ha smesso di funzionare anzitempo privata del gas terminato MORALE le piccole quantità di cibo somministrate hanno almeno evitato pericoli di indigestione dei partecipanti;
- possibilità di abbinare alle pietanze (……definirle porzioni mi stonava un po’) solo ed esclusivamente del vino rosso……MORALE passi la moda di abbinare il rosso col pesce, ma da che mondo e mondo il bianco è sempre stato considerato il “vino ufficiale ” del pesce.
- lascia pensare il fatto che non tutti i posti destinati ai giurati quest’anno fossero stati completati, ma che vi erano diversi posti vuoti……gli altri anni le prenotazioni completavano i posti disponibili diversi giorni prima del’evento…..MORALE c’è qualcosa da rivedere nella proposta attuale.
Ultima mia considerazione in merito: spesso si vuole eccedere nella valorizzazione delle cose senza che ve ne sia il bisogno: il brodetto è e rimane un piatto della tradizione popolare e come tale dovrebbe essere valorizzato in special modo all’interno di una manifestazione che prevede la partecipazione di una giuria popolare.

il 24 settembre, 2008 alle 16:57
Il motivo di tutto ciò è presto detto….l’avevo scritto anche nel post precedente…..mancavo io dall’organizzazione! senza di me, sono allo sbando!!! hihihihihi no scherzo ovviamente, l’unica cosa che sapevo già era il problema del freddo, sul quale però c’è poco da fare…anche l’anno scorso un paio di sere si battevano i denti: non sarà il caso di anticiparlo di una quindicina di giorni? che poi così magari si beccano anche più turisti…
il 24 settembre, 2008 alle 22:42
Forse prima c’è il fermo-pesca…
Cmq BOCCIO l’edizione 2008 senza neanche averci preso parte,solo x averlo fatto all’aperto e per aver fatto 10 euro in più…si son giocati la stima.
il 10 ottobre, 2008 alle 09:09
Se capitate alla Rocca Malatestiana dove attualmente c’è la mostra Regresso 2008, (fino al 28 ottobre, ore 17,00 – 20,00) non mancate di visitare la terza cella a destra, quella che ospitava la cucina del brodetto.
Non vi dico in che condizioni l’abbiamo trovata una settimana dopo la fine del festival.
Non potendo resisterci più di 10 secondi senza uscire a riprendere fiato, abbiamo ritenuto opportuno, piuttosto che tenerla chiusa, esporvi solo due manifesti che riassumono bene il messaggio.
il 12 ottobre, 2008 alle 21:54
Ho potuto constatare a pieno naso… è assurdo!
Inoltre anche nella seconda sala ci sono dei rimasugli della manifestazione, dei bei schizzi di pomodoro!!
Una domanda… ma chi avrebbe l’incarico di pulire? O meglio, converrebbe che luoghi come la Rocca Malatestiana, ad oggi utilizzati come testimoni di cultura e arte, siano rispettati come tali.
Ciao.
il 15 ottobre, 2008 alle 00:11
Sinceramente credevo che la stanza della mostra puzzasse così tanto di pesce marcio per un qualche strano e ricercato motivo artistico. In altre parole pensavo che lo shock olfattivo facesse parte della mostra. Invece mi dite che puzzava proprio di suo perchè nessuno ha pulito ????
il 15 ottobre, 2008 alle 08:09
Confermo il fatto che la puzza di marcio non era “artistica”, ma dovuta alla negligenza per la mancata pulizia della stanza in questione……che tristezza!!!!!!
il 16 ottobre, 2008 alle 08:39
Quando siamo entrati nella Rocca abbiamo tentato di pulirla con vari prodotti, ipoclorito di sodio, disinfettanti profumati… ma il risultato è stato anche peggiore.
Il fatto è che la mondezza è rimasta a stagionare per una settimana ed i liquami sono penetrati nel pavimento in cotto.
Quello che fa incazzare è che l’anno scorso, al termine della nostra mostra Regresso 2007, un dipendente della cooperativa che ha l’incarico di apertura-chiusura-custodia della Rocca, ci stava dietro a controllare che ogni chiodo venisse rimosso, ogni buco stuccato ed imbiancato.
Possibile che un artista fuori da certi giri sia costretto in questo mondo ad esporre le proprie opere nei ristoranti (le gallerie sono per i VIP) ed i ristoranti invece occupino spazi altresì destinati alla cultura? Che poi, come si possa allestire una cucina in una stanzetta senza acqua corrente e senza scarichi senza incappare in controlli di natura igenico sanitaria rimane comunque un mistero…
il 16 ottobre, 2008 alle 23:03
Più racconti in dettaglio quello che avete trovato e più ci rimango di stucco, per me queste cose sono gravissime…non parliamo poi del cotto rovinato, roba da Medioevo!!!
In questo caso ci starebbe proprio bene il seguente proverbio: CHI HA IL PANE NON HA I DENTI…neanche i canini!!!
Ciao e speriamo che il tempo assopisca gli odori…che amara tristezza!!!