Punti di vista

Passando con il treno nei pressi della raffineria API di Falconara Marittima (in pratica il treno passa al centro della raffineria che è tagliata in due dalla ferrovia…..) la mia attenzione è stata calamitata da un grande display luminoso presente nel piazzale della fabbrica: sullo stesso erano riportati i giorni che erano intercorsi dall’ultimo incidente che presumo sia accuduto nella centrale: qualche riga sotto lo stesso pannello riportava una scritta “record” in cui era invece indicato il numero massimo di giorni intercorso tra un incidente e l’altro……….spero di aver letto e visto male (la prima mattina non siamo poi così freschi e veloci di mente): ero abituato a considerare un record qualcosa di cui felicitarsi per averlo superato, specie in ambito sportivo, e non un motivo di rallegramento per non aver ancora rischiato la propria vita per lavoro o semplicemente perchè si transita con un treno all’interno di una raffineria.
Lo scorso week end io e la kati siamo saliti in laguna complice la chiusura della biennale di architettura che ha chiuso i battenti proprio ieri. La formula scelta è quella ottimizzata negli ultimi anni, vale a dire partenza il venerdì mattina e rientro nel tardo pomeriggio di domenica in modo da avere a disposizione tutto il tempo per gustarsi la mostra in due giorni senza l’affanno di dover essere sempre e di corsa ed inoltre visitare entrambe le sedi (l’Arsenale ed i Giardini) in cui la biennale è allestita. Un problema all’impianto fognario dell’alloggio prescelto ci ha dirottato in un bilocale nei pressi di piazza San Marco dotato anche di una piccola cucina: una soluzione che si è rivelata utilissima anche in virtù del fatto che, anzichè abbandonare la stanza la domenica mattina, l’abbiamo lasciata nel primo pomeriggio poco prima di andare in stazione a prenderci il treno del ritorno con la possibilità di sfruttare l’intera mattina di domenica per gli ultimi giri. Anche se ormai è la quinta o sesta volta che visito Venezia debbo dire che ogni volta ha la capacità di mostrarsi diversa e stupirmi, l’unica cosa che gli anni non riescono a modificare è il fascino che riesce a regalare.
Durante lo zapping pre cena di ieri sera mi sono imbattuto nell’incontro di rugby tra Munster e Nuova Zelanda, più precisamente nella presentazione delle squadre e nella successiva e famosa haka, la danza Maori che viene eseguita dagli All Blacks prima di ogni loro incontro………..beh che dire ………..veramente impressionante!!! Uno spettacolo sentire il ritmo della danza e dei suoni nel silenzio glaciale di tutto lo stadio attonito.

Anche quest’anno puntuale con l’arrivo della stagione autunnale è uscita la nuova versione di PES (Pro Evolution Soccer), gioco per pc e console che simula le sfide su di un campo da calcio: come tradizione anche quest’anno, assieme ai miei compagni di sfida (Piero, Giova ed il Pignaz) abbiamo provveduto all’acquisto del gioco per cimentarci nella ormai consueta sessione settimanale di sfide due contro due. Se non ricordo male la prima versione del gioco che abbiamo acquistato è stata la PES 3 (allora le edizioni avevano un numero progressivo e non la data di uscita) e correva l’anno 2003: da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e diverse cose sono cambiate: il mio compagno di gioco (il Giova…..uno poco avvezzo a qualsiasi tipologia di gioco elettronico) ha sensibilmente migliorato la proria capacità di gioco e quindi le sfide si fanno più avvincenti ed incerte (i primi anni subivamo della mazzate storiche); debbo però rimarcare che ogni anno si è perso un po’ di entusiasmo che segnava i primi ritrovi e non c’è più l’agonismo e la tensione che caratterizzava le prime sfide. (……..i primi anni occorreva la perquisizione all’ingresso per evitare il possesso di armi improprie che potessero essere usate nel corso del gioco contro gli avversari……e contro il compagno di squadra qualora avesse sbagliato un passaggio decisivo)……….forse complice l’età e la stanchezza dopo una lunga giornata lavorativa. l’appuntamento con la playstation è un motivo per incontrarsi e vedersi………rimane comunque il fatto che vincere è sempre un piacere più che per il senso di vittoria in sè……..per vedere come rosicano i tuoi avversari per la sconfitta subita.
Oggi 11 Novembre è San Martino e nella mia mente tale giorno mi è sempre rimasto impresso perchè identificato come “l’estate di San Martino”: i miei nonni me lo ripetevano ogni anno (…….oggi è l’estate di San Martino…….ogni mosto si fa vino) tramandandomi quelle tradizioni e detti popolari che oggi, ahimé, sono un po’ andati perduti. Il sole di queste giornate mi induce ad effettuare una breve ricerca sul significato di tale detto: ecco cosa è emerso:
