Da un servizio del Tg dell’orario di pranzo mi è rimbalzata una notizia che mi ha colto di sorpresa: da una ricerca effettuata risulterebbe infatti come l’oggetto maggiormente rubato nei supermercati siano le lamette da barba con una quota vicina al 22%: vale a dire che ogni quattro confezioni di lamette vendute ve n’è una quinta che non passa alla cassa: a seguire vi sono le cartucce d’inchiostro per stampanti (con una quota del 15%) ed il Parmigiano Reggiano, primo bene alimentare (10%).
Il valore delle merci rubate ammonta a circa 3,08 miliardi di euro in un anno: tali ammanchi hanno un costo non solo per la Gdo, la grande distribuzione organizzata, ma anche per noi poveri consumatori in quanto tali ammanchi comportano che ogni famiglia versi nelle casse dei sumercati una cifra “extra” prossima ai 157 euro.
A rubare negli ipermercati o nei grandi magazzini sono soprattutto i clienti, colpevoli nel 50,8% dei casi. L’altra metà della torta se la spartiscono i dipendenti infedeli (28,4%), i fornitori (7%) e gli errori amministrativi, ai quali va attribuito il 13,8% delle perdite.
Chissa se il furto delle lamette è dovuto al fatto che la cura dell’immagine riveste ormai un ruolo di prim’ordine oppure sono sempre più le persone disperate dal caro vita da non avere nemmeno più i soldi per comprarsi “l’arma” con la quale tagliarsi le vene.