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Una foto al monumento (ritenuto) più brutto di Fano

Il blog Morettamara propone un curioso concorso intitolato “Premio Inguardabile 2010″ ovvero una competizione a cui è possibile partecipare inviando una foto di quello che si ritenga essere il monumento più brutto della città: la data di scadenza del concorso è fissata per le ore 12 dimercoledì 17 marzo 2010 ed è possibile inviare le foto via email all’indirizzo morettamara@email.it E’ possibile inviare sino ad un massimo di 2 FOTO per partecipante. E’ previsto anche un premio al vincitore che consisterà in una ricarica telefonica da 15 euro oppure (a scelta da parte del vincitore) in una gift card da 20 euro da spendere in una libreria selezionata: un  motivo in più per partecipare. vedremo quale sarà l’edificio che risulterà vincitore.

L’isola che non c’è……più

C’era una volta una ridente e tranquilla città che ai tempi dei romani era conosciuta come Fanum Fortunae: sto parlando di Fano la città dove sono nato e cresciuto che non è più l’isola felice che conoscevo da quando ero fanciullo sino a qualche anno fa: ora le notizie di cronaca legate a rapine effettuate in supermercati o negozi della città, anche nel pieno della loro attività, stanno purtroppo diventando notizie se non all’ordine del giorno quanto meno ordinarie.

Qualsiasi siano le cause o le mutate condizioni che hanno portato all’incremento di fatti di questo genere dispiace trovarsi  di fronte ad una realtà ben diversa da quella vissuta e che si era immaginata: chiaro che occorre prendere coscienza e realizzare che Fano non è  più l’isola felice in cui sono creciuti buona parte dei miei coetanei: spero che i n un futuro i nostri figli possano crescere e conoscere Fano per le sue bellezze artistiche ed architettoniche e non per gli episodi incresciosi di rapine o cronaca nera.

La “fanesità” in TV con Guarda Chi C’è

FanoTV, emittente locale che si sta proponendo  alla ribalta locale da oltre 4 anni, propone diverse rubriche oltre ai notiziari di cronaca e news: tra le trasmissioni proposte c’è n’è una che ha conquistato ampi consensi tra i telespettatori ed i cittadini, si chiama “Guarda Chi C’è” ideato da Nicola Zarri e va in onda ogni martedì e giovedì sull’emittente alle ore 20:45 con replica alle 22:45 (oppure il giorno successivo a quello di messa in onda alle ore 13:00 ed alle 22:45) e propone in circa 15 minuti di intervista un personaggio che per qualche mmotiva sia legato al territorio fanese  o limitrofo.

Per chi come me non ha un segnale di FanoTV eccellente è possibile seguire via web le puntate trasmesse direttamente sul sito del programma all’indirizzo: Guarda chi c’è: sul sito è inoltre possibile trovare lo storico di tuttele trasmissioni sin qui effettuate: ho dato uno scorcio ed ho trovato alcuni personaggi storici di Fano tra cui Claudio Pacifici, l’artista Vittorio Corsaletti, Athos del Bon Bon, Lillo dell’omonima pizzeria ed il grande “donga” ovvero Don Gabriele che sino a poco fa ha guidato la parrocchia della Gran madre di Dio dove sono cresciuto

Il Guitto: garanzia di risate

Non scopro certo l’acqua calda scrivendo del fatto che assistere alle commedie dialettali portate sul palcoscenico dalla compagnia Il Guitto si riesce a passare circa due ore in spensieratezza ridendo in continuazione: non poteva discostarsi da quanto sopra esposto nemmeno l’ultima “fatica” del gruppo, la commedia “El let di mastric” che il Guitto ha presentato per l’edizione 2010 di Cianfrusaglia.

La commedia, così come riportato sul sito della compagnia,  si svolge nell’abitazione di Dante Fontana e di sua moglie Giovanna.
L’appartamento, arredato secondo le idee di un estroso ed invadente architetto, è situato proprio sopra gli uffici di una nota società di tipografia, gestita appunto da Dante e dal suo socio Aldo.
L’uno serio e tranquillo, l’altro impertinente donnaiolo. Linda moglie di Aldo, stanca delle continue scappatelle del marito, decide di avventurarsi in una relazione extraconiugale e chiede aiuto alla sua amica Giovanna mostrandole anche un biglietto del suo spasimante. Biglietto che però viene lasciato inavvertitamente sul divano dove viene ritrovato da Dante il quale sospetta essere indirizzato a sua moglie.
Da qui parte l’intreccio della commedia che si sviluppa attraverso un susseguirsi di esilaranti equivoci ai quali fa da sfondo un letto un po’ particolare, pieno di sorprese e di mastrič.

Quella passata ieri sera al Politeama di Fano è stata veramente una serata all’insegna del buon teatro dialettale e di risate continuative per tutta la durata della rappresentazione, d’altronde quando c’è di mezzo  il Guitto è da aspettarselo………..la compagnia è garanzia di risate!

Un incubo reale

Ho fatto un incubo ieri notte, o meglio ieri sera……..solo che non stavo sognando, ma era tutta realtà:  ho visto Mastro Lindo in mezzo al campo che ha fatto di tutto per oltraggiare la Fiorentina e la passione di noi tifosi: non vado oltre perchè altrimenti dovrei autocensurarmi…….comunque se Ballack o Drogba avessero portato a termine i loro intenti un anno fa, probabilmente avrebbero reso un favore a milioni di sportivi nel mondo, non solo tifosi ed appasionati viola.

Il vino made in Cina

Non avrei mai pensato e creduto che la Cina potessere essere la quarta forza mondiale produttrice di vino, ma a quanto pare sembra proprio che sia così: forse considerata la velocita con cui il colosso cinese si è imposto in innumerevoli mercati mondiali di altre fattezze, riuscendo in brevissimo tempo a ritagliarsi uno spicchio di mercato considerevole, mi vien da dire: “C’era da aspettarselo”. Il pericolo che può nascere dalla commercializzazione di prodotti enologici cinesi non sarà certamente la qualità dei vini esportati dalla Cina, sotto il punto di vista della qualità delle produzioni enogastronomiche, fortunatamente il clima e la conformazione della nostra Penisola non permettono di arrivare tali livelli, ma penso alla miriade di prodotti, molti dei quali prodotti in Cina, e commercializzati in tutto il mondo sotto pseudonimi nemmeno tanto velati, quali il Parmesan, tedesco a richiamare uno piuttosto che un’altro delle numerose produzioni DOP italiane. Oltre a creare facili confusioni in consumatori poco attentiè indubbio un danno per tutti i produttori italiani.

Fortunatamente oltre all’attività del Governo Italiano nella persona del Ministro Zaia anche l’Unione Europea è divantata particolarmente sensibile negli ultimi anni al problema. Ecco alcuni casi risolti a favore delle produzioni italiane.

Anni fa la Corte di giustizia Europea ha vietato alla Danimarca di commercializzare il suo “Danish Grana” perchè imitava il Grana Padano, denominazione tutelata integralmente, nel senso che non si può usare neanche uno solo dei due termini.
Lo stesso vale per il Parmigiano Reggiano, che negli anni passati ha dovuto affrontare diverse imitazioni come il “Reggianito” prodotto in Argentina e il “Parmisan italian type” americano. Ora si attende una pronunzia della Corte di Giustizia Europea su u altro caso di imitazione, il “Parmesan” commercializzato in Germania e Francia.

Nel 1999 la Corte di Giustizia europea ha proibito ad una ditta austriaca di vendere il “Cambozola”, considerato un’imitazione del “Gorgonzola”. In quella circostanza la Corte ha ritenuto che vi sia una “evocazione di un prodotto DOP quando la parola utilizzato per designarlo termini con le due medesime sillabe, risultandone una similarità fonetica ed ottica manifesta tra i due termini”. Per quanto riguarda i vini italiani, forse sono copiati più dei formaggi, con continue controversie giudiziarie. Non si contano nel tempo le imitazioni del Barbera wine, e del Soave in America, quelle del Barolo un po’ dappertutto, del Moscato d’Asti in Canada e dell’Asti spumante in Australia, oltre che del Brunello di Montalcino in Brasile.

Una bufala la mozzarella di bufala

Ci sono notizie che lasciano interdetti ed allibiti: non si discosta da tale pensiero la notizia di qualche giorno fa in cui il Ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia ha commissariato il Consorzio della Mozzarella di Bufala per evidenti irregolarità e frodi nella commercializzazione del prodotto non in conformità con quanto prescritto nel disciplinare di produzione della mozzarella di bufala. …….e pensare che la mozzarella di bufala è uno dei prodotti DOP di eccellenza che valorizzano i prodotti tipici italiani nel mondo!!!!! Meditate gente meditate…………

Ecco quanto scritto dal Ministro: “Ho appena commissariato il Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala”. Lo ha rivelato dai microfoni dell’Alfonso Signorini Show in onda su Radio Monte Carlo il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia.
”Ho commissariato il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala, perche’ – ha spiegato il ministro – durante i controlli lo stesso presidente del Consorzio e’ stato sorpreso annacquare il latte. Ho gia’ firmato un Decreto in cui ho nominato quattro uomini di mia fiducia, che controlleranno, con la lente di ingrandimento, anche questo grave caso di contraffazione”.
”Da due anni a oggi – ha proseguito il ministro – la mia politica di tolleranza zero ha portato alla scoperta di molti
casi di contraffazione di prodotti alimentari. A novembre i numerosi controlli nella Grande Distribuzione hanno rivelato che nel 25% dei campioni analizzati, le mozzarelle non erano vere Mozzarelle di Bufala poiche’ contenevano almeno il 30% di latte di vacca”.

I giorni della merla

Secondo la tradizione gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono considerati i giorni più freddi dell’anno e sono detti “i giorni della merla”  in quanto secondo una leggenda  una merla e i suoi pulcini per ripararsi dal gran freddo, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine.  Da quel giorno tutti i merli furono neri. Al giorno d’oggi molte delle tradizioni o delle dicerie di un tempo sono andate perdute, ma mi ricordo come mia nonna mi ricodava sempre questo fatto. Prendendo spunto da Wikipedia ci ricorda come non cia poi così tanto ricontro tra quanto affermato nella leggenda e la realtà: Ma quanto c’è di vero nella tradizionale credenza che gli ultimi tre giorni di gennaio siano i più freddi dell’anno? Non molto, se prendiamo in considerazione i dati del Centro Geofisico Prealpino nel periodo 1967-1999. Da questi risulta infatti che la temperatura media dei giorni 29-30-31 gennaio è stata di 3.6 °C. Mentre la temperatura media di gennaio, calcolata sullo stesso periodo di osservazioni, è di 2.8 °C. Per cui la media di questi tre ultimi giorni risulta di quasi un grado (esattamente 0.8 °C) più alta. Infatti statisticamente dopo il 10 di gennaio la temperatura tende ad aumentare.

Quest’anno stiamo assistendo ad un fine Gennaio abbastanza rigido: manca ormai soltanto un giorno e mezzo per transitare al mese di Carnevale: stando alle previsioni la leggenda della merla potrebbe trovare riscontro con le gelide temperature previste per domani.

Giornata della memoria – 27 gennaio

Non solo per non dimenticare, ma per non rinnegare:
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Il testo dell’articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. » (dal sito di wikipedia)

Flautulenze e dintorni

Le pubblicita censurate in tv sono tante: non sempre però l’effetto è sempre lo stesso se i protagonisti delle pubblicità sono animali od esseri umani: lo scoiattolo della Vigorsol è diventato un eroe in grado di salvare la foresta dal fuoco grazie alle sue flautolenze “sparate” dopo aver mangiato le gomme Vigorsol: non oso pensare che cosa sarebbe potuto succedere se quel pacchetto di chewing gum fosse finito tra le zanne di un elefante della savana…………….

A parte gli scherzi vedere la pubblicità dello scoiattolo e del suo poco nobile gesto, spesso in orari prossimi agli orari dedicati al pranzo od alla cena, non ha lasciato tutti indifferenti, anche se molti si saranno fatti soltanto una sonora risata e quindi Cippi, il nome dello scoiattolo, è stato censurato.
Vi sono stati spot pubblicitari che sono stati censurati ben prima dei numerosi passaggi pubblicitari che hanno visto protagonista il nostro Cippi: un esempio tra tutti è quello degli orologi griffati D&G che ha avuto vita breve nei passaggi televisivi poichè finiti sotto le grinfe del tribunale della pubblicità:


In ultimo navigando alla ricerca degli spot di Cippi & C mi sono imbattuto in questo esilarante video che vi propongo………..una sinfonia:

Buon peto a tutti!!!!


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